esperienze

San Valentino 2004

 Il pomeriggo di S. Valentino avevo programmato con mia moglie una piccola uscita. Al momento di salutare i figli questi ci dicono di non rientrare prima delle ore 20. Qui gatta ci cova, pensai, ma non seppi immaginare nulla di particolare. Al ritorno a casa, alle 20 in punto, siamo invitati a pazientare qualche minuto in giardino. Faceva un po’ freddo, ma abbiamo pensato di fare i romantici vedendo il cielo stellato. Guarda caso scorgiamo una scia luminosa e per quanto ci sia rimasto il dubbio se si sia trattato di una stella cadente o di un satellite infrantosi contro l’atmosfera, abbiamo comunque espresso un nostro desiderio. Finalmente ci è stato consentito l’ingresso. Con il secondo dei figli che ci ospitava e ci faceva da guida, siamo stati introdotti nella sala, inusualmente illuminata. Cinque candele disposte strategicamente creavano un ambiente caldo e accogliente. Il tavolo, normalmente imbandito per sei persone era un po’ sguarnito. Anzi, era dovizioso di particolari, ma era apparecchiato solo per due persone, con le sedie poste di fronte l’una all’altra. La cena era pronta e dopo avere augurato buon appetito i quattro figli ci raccomandano di chiamarci in caso di bisogno o alla fine del primo piatto. Abbiamo offerto una semplice preghiera di ringraziamento per la famiglia dopo di che i ragazzi raggiungono il piano di sopra. Ancora meravigliati e mentre ci guardavamo negli occhi gustando la sorpresa che ci era stata riservata, sentiamo musica proveniente dal nostro stereo con l’esecuzione di dolci canzoni d’amore, proprio quelle che piacciono a noi. E mentre noi consumavamo lentamente la cena loro confabulavano contentissimi per averci fatto felici